“Le Supplici” a Pompei, la tragedia di un coro targata Eschilo
– È una tragedia di Eschilo “Le Supplici”, quella che la Compagnia Koros metterà in scena giovedì 28 giugno alle ore 21 all’Archeoteatro Pompeiano. Ideazione e adattamento sono di Giuliano Casaburi, che cura anche la regia insieme con Antonio Granatina. Assistente alla regia Arianna Cristillo.
“Le Supplici” è la tragedia di un coro. Un coro di donne che vive e canta l’esilio, la precarietà, la speranza. Racconta una storia che affonda le radici nel mito e protende all’avvenire. Ed è la storia di una fuga attraverso il mare e dell’approdo a una terra sognata. Fuggono perché non intendono piegarsi. E la loro danza è preghiera e invocazione alla terra, ai suoi dei, alla sua gente; è una richiesta di accoglienza e di riscatto. Ma “Le Supplici” è anche la tragedia di un coro assente e del suo re. Il coro della città che dovrà rispondere a quella richiesta e così decidere il suo stesso destino. Ancora una volta sono gli antichi a insegnare la forma perfetta in cui l’arte può ancora parlare. Quella forma è la traccia che si è cercato di seguire per realizzare questo spettacolo.
Questi gli interpreti. Le supplici sono Chiara Di Bernardo, Maria Teresa Vargas, Arianna Cristillo, Valentina Martiniello, Giusy Ruggiero e Rossella Scialla. Il Re è Antonio Granatina.
Movimenti e coreografie sono di Martina Coppeto. Suono, musica, canti corali di Giuliano Casaburi. Percussioni di Rossella Scialla. Costumi di Gina Oliva.
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