L’esercito del selfie sbarca a Caserta, con convegno e mostra
Pietro Battarra
– La SFC, ovvero la Società Fotografica Casertana, festeggia quest’anno i suoi venti anni di attività e per l’occasione promuove un confronto e una riflessione sul significato del mezzo fotografico nella società attuale, nell’epoca dei selfie. A discutere sull’argomento giovedì 28 dicembre alle ore 18 presso il Circolo Nazionale a Caserta saranno il critico d’arte Enzo Battarra, il fotografo Mario Ferrara, il presidente della SFC Giovanni Saladino e il delegato regionale della FIAF, la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, Giampiero Scafuri.
La manifestazione vedrà anche l’esposizione di una selezione delle opere dei soci, uno spazio di lettura portfolio in cui chiunque possa presentare una selezione delle proprie immagini che saranno visionate e commentate dai membri dell’associazione.
Il presidente Giovanni Saladino spiega: “La fotografia, grazie anche allo sviluppo del digitale e, ultimamente, al notevole miglioramento delle fotocamere montate sugli smartphone, è stata sdoganata dall’essere uno strumento in mano ad esperti in possesso di specifiche competenze tecniche ed è divenuta veramente alla portata di tutti. Lo scatto, oltre che rappresentazione artistica è divenuto strumento per mantenersi connessi con il mondo. Documentiamo ogni cosa con immagini postate in tempo reale, dalla cena con gli amici allo scorcio suggestivo della passeggiata in montagna per non parlare dei momenti della vita familiare: anniversari, compleanni, ricorrenze. Questo continuo tenersi in contatto al di la delle distanze tende ad alterare il concetto di sociale. La necessità di prossimità che è stata fondamentale per l’interazione, superata dall’invenzione del telefono, con il tempo è andata sempre più scomparendo fino a divenire nel mondo attuale assolutamente relativa. Ma il problema è che nella interazione digitale il soggetto decide la realtà che vuole manifestare agli altri e l’osservatore diviene protagonista sostanzialmente passivo. Nell’interazione che comporta la vicinanza l’osservatore è protagonista, sceglie cosa cogliere e cosa tralasciare, ma soprattutto sceglie il tempo dell’interazione. I social alterano completamente questa modalità, si offre al mondo la visione di quello che vogliamo e si cela il resto e possiamo contemporaneamente partecipare alla vita di centinaia di persone cosa impossibile nel mondo fisico”.
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