Sanità privata, per l’AISA è scontro frontale in Campania
(Beatrice Crisci) – La crisi per la Sanità privata in Campania si fa sempre più grave. “Si sta andando allo scontro frontale”: lo dice Antonio Salvatore, presidente nazionale dell’AISA, l’Associazione Italiana della Specialistica Ambulatoriale. E aggiunge: “Le cliniche hanno confermato i licenziamenti ed è stato chiesto un nuovo intervento di De Luca. Ma le criticità dipendono dal Ministero e non dai Commissari alla Regione. Persistono i diktat romani come il blocco della migrazione attiva extra Regione e il vincolo di spesa”.
Intanto, stanno già arrivando le prime comunicazioni di chiusura di prestazioni da parte delle cliniche e dei centri privati per il raggiungimento dei tetti di spesa, per cui ci sono zone nel territorio campano in cui è già partita la sospensione dei servizi.
E fa sentire la sua voce anche Vincenzo D’Anna, presidente di Federlab Italia, l’associazione di categoria maggiormente rappresentativa, a livello nazionale, dei laboratori di analisi cliniche dei centri poliambulatori privati accreditati con il Servizio Sanitario. Questa la sua dichiarazione a margine della conferenza stampa tenutasi nella sede di Confindustria Campania a Napoli: “Sono pronto a dichiarare guerra per la buona sanità in Campania e a occupare fisicamente la struttura commissariale, se necessario, insieme con tutti i laboratoristi. Per fortuna – ha spiegato D’Anna – i vertici di Palazzo Santa Lucia sono cambiati, peccato però che il governo centrale continui a considerarci, a torto, una regione ‘canaglia’. La verità è che la Campania riceve briciole rispetto a regioni considerate ‘virtuose’ come il Piemonte o l’Emilia Romagna. Eppure, secondo i dati ministeriali della tessera sanitaria, i campani utilizzano appena 9,8 prestazioni pro capite all’anno a fronte di una media nazionale di 12,9 prestazioni. Come se non bastasse, la spesa statale impegnata per un cittadino della nostra regione è di soli 148 euro a fronte dei 215 euro impegnati, ad esempio, in Lombardia”.
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