Aleph, la mostra di Alessandra Maisto nella Casina del Fusaro
–Aleph – l’unità dell’infinito, è il titolo della mostra di Alessandra Maisto che si inaugura sabato 19 marzo, dalle 10 alle 12, presso la Casina Vanvitelliana del Fusaro a Bacoli.La personale, a cura di Antonio Ciraci, è organizzata nell’ambito delle attività culturali promosse dall’amministrazione comunale di Bacoli.
Oltre il vernissage, che si svolgerà nel rispetto delle norme anti-covid, il 2 aprile ci sarà una performance della poetessa Floriana Coppola accompagnata da Monica Marra, cantante e polistrumentista. L’esposizione, poi, resterà visibile presso la storica casina realizzata dall’architetto Carlo Vanvitelli fino al 10 aprile prossimo.
Originaria di Napoli, Alessandra Maisto, da anni, è impegnata in un’intensa attività di investigazione sulle potenzialità della pittura, e dell’arte in generale, individuata come uno strumento utile all’elevazione dello spirito e del corpo umano. Dalla mitologia all’alchimia, passando attraverso l’astronomia, i suoi lavori sono frequentemente concepiti attraverso veri e propri rituali in cui viene celebrata la memoria collettiva dell’origine propria terra, la cui fondazione spetta al mito, così come la sua narrazione appartiene al mondo dell’immaginifico.
Tanti sono gli elementi simbolici che concorrono nelle sue opere e ogni aspetto è facilmente identificabile attraverso la materializzazione di un unico soggetto portante l’intera tematica rappresentata. Operazione, quest’ultima, non semplice da condurre, poiché solo tramite lo svolgimento di un’armoniosa capacità di sintesi è possibile far emergere in maniera epifanica ciò che realmente si vuol raffigurare.
La sua indagine intorno alle pratiche e alle metodologie esecutive, l’ha condotta, nel tempo, ad associare materiali e tecniche differenti, mostrando, al contempo, una singolare versatilità nella pittura così come nelle installazioni. Anche per l’impiego dei materiali, notevole è la sua speculazione verso le opportunità che offrono alcuni elementi rispetto ad altri. Ogni cromia ha, difatti, una propria caratteristica e rimanda ad un particolare simbolismo.
“Con questa mostra, dall’effetto ipnotico per la sua potenza espressiva, l’artista parte dalle profondità dell’inconscio, sviscerandone i suoi aspetti più oscuri e disturbanti per poi innalzarsi verso una dimensione superiore. I suoi lavori sono stendardi dell’anima che squarciano lo spettatore cavando fuori emozioni e stati d’animo inaspettati”.
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