Aspettando Halloween, origini e miti di un business economico
Augusto Ferraiuolo per OndaWebTv
– Salem, Massachusetts, maggio 1693: dopo 14 mesi si conclude la vicenda processuale della caccia alle streghe più famosa al mondo. Diciannove persone sono state impiccate, una è morta durante la tortura, almeno altre cinque sono morte in prigione. Da non dimenticare, anche due cani vengono uccisi perché in qualche modo coinvolti in questa isteria collettiva.
Salem, Massachusetts, ottobre 2019: dopo più di tre secoli da questa folle tragedia, la città si trasforma e diventa il luogo di attrazione turistica più famosa negli USA per quella che molti considerano la notte delle streghe: Halloween. È l’estrema beffa, la trasformazione in oggetto di consumo di un evento sociale brutale, ma che al giorno d’oggi ha un impatto economico fortissimo.
Detto questo in premessa, cioè di come festività, cerimonie, rituali e analoghi subiscano molto spesso la stessa sorte, vale a dire un processo di mercificazione, è però il caso di fare qualche precisazione degna di cronaca.
C’è una certa tendenza a confondere quello che accade tra la fine di ottobre e i primi di novembre: Halloween, Dias de los muertos, Commemorazione dei defunti, All saints’ eve, Allhallowtide, Ognissanti, Samhaim, Feralia.
Nei Paesi anglosassoni è un triduo che comincia il 31 ottobre (con All Saints’ Eve, All Hallow’s eve – Halloween), continua il primo novembre (All Saints’ day) e si conclude con il 2 novembre (All Souls’ day).
Una delle domande da porsi è come mai questi momenti cerimoniali, anche appartenenti a religiosità differenti, si concentrano in questo particolare periodo dell’anno. La risposta va cercata nell’organizzazione circolare del tempo folklorico, che tende a evidenziare particolari momenti del calendario intorno a fenomeni ripetibili. Il calendario folklorico è organizzato sulla base della ciclicità stagionale, con riferimenti diretti a solstizi ed equinozi. Non a caso importanti festività si svolgono in quei giorni. Si pensi a San Giovanni Battista (Midsummer, ma anche la celtica Litha), che cade durante il solstizio d’estate. O a Yule, che coincide con il Natale cristiano, per il solstizio d’inverno. Se le celtiche Ostara e Mabon fanno riferimento agli equinozi primaverili e autunnali, come le feste cristiane di San Michele e, in generale, la Pasqua, altri momenti intermedi, tra equinozio e solstizio, sono oggetto di celebrazione. È il caso di Beltane (la nostra Calendimaggio) o Samhaim, con tutte le cerimonialità di cui si sta parlando qui.
Questa “confusione” è alla base di considerazioni, anche estreme, che, ad esempio, portano a osteggiare e condannare la festa di Halloween come pagana e/o satanica. Ovviamente non è né l’una né l’altra. Se i gruppi neo-pagani o i Wiccan festeggiano il 31 ottobre, non lo fanno per celebrare Halloween, ma Samhaim, che non ha niente a che fare con la vigilia di Ognissanti. D’altronde la stessa leggenda di fondazione della festa di Halloween ha connotazioni decisamente cristiane. La leggenda di Jack O Lantern (da cui le zucche scavate a forma di faccia umana, tipiche di questa notte, e che in certe tradizioni servono a tenere lontani i vampiri) parla di un fabbro che usa il segno della croce per intrappolare il diavolo.
Ma quali sono le caratteristiche di questa festa? Di religioso ormai veramente poco, salvo qualche eccezione, tipo la tradizione in alcune zone della Polonia di far suonare le campane della chiesa (cosa comunque abbastanza comune nelle notti di vigilia). Molto invece ha a che fare con quello che Bakhtin chiamerebbe il carnevalesco, vale a dire la ricerca della trasformazione sia del corpo che del mondo. Come per il carnevale queste trasformazioni avvengono attraverso maschere e altri simboli.
La caratteristica di fondo è comunque il gioco morte/vita, da cui l’uso di immagini terrificanti a scopo catartico. In fondo, il nominare la morte, renderla iperbolicamente mostruosa, il provocare la paura, è tutto un esorcismo proprio per poterla affrontare e per poter rendere un adeguato omaggio ai defunti. Ecco dunque che a Salem si trovano enormi ragni sulla porta di casa, scheletri inseguiti da cani (anch’essi scheletri) nel tentativo di saltare le cancellate, fantasmi appesi agli alberi, interi cimiteri costruiti nel giardino. Tutto questo con lo scopo, in fondo, di beffeggiare la morte. E poi i costumi, anch’essi molto spesso legati a queste dinamiche catartiche.
Per questo è difficile immaginare la “pericolosità” di questa festa, che è molto simile al carnevale per parecchi aspetti. Certo, tutto può succedere durante un party che magari prevede un’affluenza di circa duecentomila persone (tante ne sono previste a Salem per il 31 ottobre). Ma nessuno ha veramente paura dei numerosi gruppi di bambini che bussano alla porta recitando il famoso “trick or threat” (anche se l’abituale traduzione “dolcetto o scherzetto” non rende l’idea di “pericolosità”: threat è più “minaccia” che scherzo), vale a dire la rituale questua per caramelle e dolci.
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