Candelora, o il culto della luce. A Montevergine in processione

Candelora, o il culto della luce. A Montevergine in processione

Luigi Fusco

Quanno arriva ‘a Cannelora d’a vernata simmo fora, ma si chiove o mèna viento, quaranta juorne ‘e male tiempo, è l’antico proverbio che si recita il 2 febbraio, giorno della Candelora. Con questo termine si indica la festività della Presentazione di Gesù al Tempio. La sua celebrazione liturgica si svolge attraverso la benedizione delle candele, simbolo di Cristo, la cui luce serve a illuminare le genti. Al riguardo, la tradizione cristiana riporta che Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone durante la presentazione al Tempio di Gerusalemme, così come previsto dalle consuetudini giudaiche.

Secondo la Legge di Mosè, i primogeniti maschi erano ritenuti un dono del Signore, pertanto era indispensabile che dopo la loro nascita i genitori li riscattassero attraverso l’offerta di un sacrificio. La presentazione al tempio prevedeva, inoltre, la purificazione della madre. Rituale che avveniva dopo quaranta giorni dal parto e non prima, in quanto era ritenuta ancora impura a causa del suo stesso sangue mestruale.

La solennità della Candelora è anche il frutto di una sovrapposizione cristiana a precedenti culti pagani. Difatti, alcuni studiosi sono dell’opinione che, in epoche remote, esistevano particolari cerimonie legate al culto della luce, la cui organizzazione veniva approntata quaranta giorni dopo la nascita del Sol Invictus, cioè il 25 di dicembre. Nella società romana ricorrevano, poi, le calende di febbraio in onore alla dea Februa, ovvero Giunone.

In territorio campano, sempre in occasione della Candelora, è molto sentita una singolare consuetudine, le cui radici sono secolari: il pellegrinaggio a Montevergine, santuario mariano collocato sul monte Partenio in Irpinia. La tradizione vuole, però, che in questa occasione l’ascesa, la “juta”, sia riservata quasi esclusivamente ai femminielli. La loro partecipazione ai momenti liturgici è un misto tra sacro e profano. L’affezione provata dagli omosessuali e dai travestiti per la Vergine Maria è probabilmente legata al ricordo della sua purificazione nel Tempio di Gerusalemme.

Montevergine

L’invocazione alla Mamma Schiavona, così è chiamata la Madonna di Montevergine, avviene attraverso un rituale preciso che prende le mosse a partire dal sagrato del Santuario. Fedeli di ogni sorta accorrono poi al suo interno, chiedendo l’intercessione di Maria attraverso la preghiera, il pianto e il canto per espiare i propri peccati. Dopo il momento catartico e di purificazione, tutti si rivolgono all’esterno della chiesa, generalmente innevato, per festeggiare l’evento con canzoni e balli condotti a suon di tammorre e nacchere. Tutto, infine, tende a sublimarsi in nome del senso sacro femmineo, portatore, allo stesso tempo, di una nuova luce di speranza per l’umanità intera, desiderosa di uscire fuori dalla sua dimensione infera.

About author

Luigi Fusco
Luigi Fusco 1156 posts

Luigi Fusco - Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.

You might also like

Primo piano

Cellole. Concerto di Natale nella chiesa di San Marco e Vito

Redazione – E’ in programma per martedì 27 dicembre alle ore 19.30 a Cellole presso la Chiesa SS Marco e Vito in piazza Aldo Moro il Concerto di Natale. Ad esibirsi

Primo piano

Borders, la personale di Italo Mustone al museo Calatia

Tiziana Barrella -E’ per domenica 18 giugno alle 11 presso il Museo Archeologico di Calatia di Maddaloni l’inaugurazione della mostra Borders. e’ questa la personale dell’artista Italo Mustone. La mostra,

Primo piano

V-Day, un’infermiera la prima vaccinata all’ospedale di Caserta

Maria Beatrice Crisci – E’ stata Ginetta De Marco, infermiera del Pronto Soccorso di Caserta, la prima a ricevere la prima dose di vaccino anti-covid. Una giornata tanto attesa questa.