Castel Sant’Elmo, il restauro dell’opera di Gian Maria Tosatti
-Tutto pronto per domani sabato 29 settembre per la presentazione al pubblico del restauro dell’opera «My dreams they’ll never surrender» di Gian Maria Tosatti. L’appuntamento è per le ore 11 negli ambulacri di Castel Sant’Elmo a Napoli. Vincitrice della III edizione del Concorso «Un’Opera per il Castello», il lavoro è stato realizzato nel 2014 per la collezione permanente di Castel Sant’Elmo – Museo Novecento a Napoli.
La rigenerazione dell’opera, realizzata attraverso il progetto di restauro seguito direttamente dall’artista, con l’aiuto dei suoi collaboratori, è stata conseguita anche insieme ad un gruppo di giovani restauratori dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, diretti da Giovanna Cassese, coordinatrice della Scuola di Restauro.
Il progetto è stato presentato in anteprima lo scorso 7 ottobre nell’Auditorium sulla Piazza d’armi di Castel Sant’Elmo in occasione della diciottesima Giornata del Contemporaneo, durante le iniziative promosse dalla Direzione regionale Musei Campania.
In occasione della presentazione del restauro e della riapertura dell’opera permanente si terrà un talk con l’artista nei suggestivi ambulacri del Castello.
A seguito dei saluti istituzionali di Marta Ragozzino, Direttrice regionale Musei Campani, e Giovanna Cassese, Coordinatrice della Scuola di Restauro dell’Accademia delle Belle Arti, dialogheranno con Gian Maria Tosatti: Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e del Museo MADRE, Lia Rumma, gallerista, Stefano Chiodi, storico e critico d’arte, Ludovico Pratesi, curatore e critico d’arte, e Marta Ragozzino.
L’installazione di Tosatti è un campo di grano «cresciuto» nella grande Cisterna, il cuore profondo di Castel Sant’Elmo, una fortezza che è stata carcere per prigionieri politici, come Tommaso Campanella.
Con l’apertura degli ambulacri da parte della DRM Campania, torna quindi visibile l’opera di Tosatti che simboleggia «un immenso campo di grano, un’immagine di libertà insopprimibile», come dice l’artista, una metafora sulla libertà di pensiero e l’impossibilità di imprigionare le idee degli uomini.
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