Contouring e Highlighting, quando la luce del sole non basta
Emanuela Ammendola
– In un mondo in cui la comunicazione di massa e il sempre più pervasivo uso della rete internet hanno reso tutto alla portata di tutti, anche la bellezza in tutte le sue dimensioni è divenuta una realtà comunemente possibile. Nell’epoca consacrata alle immagini e all’apparenza la scala dei valori sociali appare profondamente cambiata e tale cambiamento risulta avvenire in modo rapido e omogeneo in tutti i paesi globalizzati, dove ideali e canoni di bellezza sempre nuovi sono quotidianamente diffusi e commercializzati tramite ogni mezzo e canale di comunicazione, ideali ai quali ogni donna o uomo, degno figlio della propria epoca, aspira. Con un semplice accesso alla piattaforma web YouTube, ad esempio, ci si ritrova a navigare tra miriadi di video tutorial in grado di fornire guide e consigli su come ottenere un “trucco e parrucco” perfetto, permettendo a chiunque di restare aggiornato in merito alle ultime tendenze e alle più sofisticate tecniche di maquillage. Una delle tecniche più discusse e, spesso invano, sperimentate dalla donna moderna è quella del cosiddetto contouring e highlighting, definita nel sito web make-up-me.it come la “tecnica che vi permette di enfatizzare certe zone del viso e scolpirne altre, per creare un effetto luce/ombra che otticamente vi renderà ancora più belle e permetterà di diminuire anche alcune piccole imperfezioni”. Glamour.it d’altro canto distingue contouring da highlighting, definendo il primo come un insieme di “giochi di ombre create con terre e polveri scure, in modo da nascondere imperfezioni del viso o zone troppo marcate” e il secondo come “l’utilizzo di giochi di luce per mettere in evidenza particolari del viso.” Tale differenza non è poi così scontata come si può pensare, infatti, se la parola contouring è definita nell’ Oxford Dictionary come “the technique or practice of using make-up, typically foundation or bronzer, in such a way as to accentuate or enhance the shape or structure of the face” (la tecnica o pratica di utilizzare fondotinta o terra, per accentuare e valorizzare la forma o la struttura del viso) e nel Treccani come una “tecnica di trucco basata sull’uso di terre e correttori per ridefinire i contorni di naso, menti, guance, zigomi”, il discorso si fa più complesso in relazione alla parola highlighting. L’espressione, infatti, trova il suo corrispondente inglese più vicino nella parola highlight definita nell’Oxford Dictionary come “a bright or reflective area in a painting, picture, or design” (una zona luminosa o un riflesso in un quadro, una fotografia o un disegno) e nel Collins English Dictionary “to produce blond streaks (in the hair) by bleaching” (creare meche nei capelli tramite la tecnica della decolorazione). Malgrado le comunanze con il campo dell’estetica nella prima definizione e della bellezza femminile e della cura di sé nella seconda, non vi sono chiari riferimenti alla tecnica di illuminazione del viso e décolleté alla quale l’espressione in oggetto fa riferimento. La presenza del sostantivo highlight nei dizionari di lingua inglese, ma non del sostantivo accompagnato dal suffisso –ing potrebbe conseguentemente giustificare la mancanza di una definizione anche in dizionari della lingua italiana come Treccani, Garzanti e Hoepli. Inoltre l’utilizzo della forma highlighting piuttosto che highlight, oltre a definire la tecnica in questione in quanto processo, potrebbe essere riconducibile ad un fenomeno di assimilazione alla più affermata espressione contouring, designante anch’essa un processo e con la quale highlighting solitamente ricorre.
Malgrado la sempre più crescente diffusione nella lingua parlata dell’espressione highlighting, una motivazione primordiale alla base della sua assenza nei dizionari italiani come in quelli inglesi potrebbe essere la celerità con la quale le nuove linee e tendenze nel campo della moda, della bellezza e dell’estetica vengano rimpiazzate da altre e definite in un batter d’occhio démodé, ragion per cui risulterebbe probabilmente azzardato inserirli in modo permanente nel vocabolario di una lingua.
La domanda sorge dunque spontanea: la tecnica del contouring e highlighting, sempre più comunemente dibattuta tra il pubblico femminile, arriverà ad un successo tale da guadagnarsi la possibilità di una sua affermazione a pieno titolo nella lingua italiana e in quella d’origine? O si tratta di un trend destinato a spegnersi con la stessa rapidità con la quale è nato?
*Università degli Studi di Napoli Parthenope, Corso di Dottorato in Eurolinguaggi e terminologie specialistiche, XXXIV CICLO
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