Cooking therapy e mindful eating, l’anoressia non fa più paura

Cooking therapy e mindful eating, l’anoressia non fa più paura

-Prevenire l’anoressia con lo Show cooking, laboratorio di cucina sensoriale ispirato alla cooking therapy e alla mindful eating: un’esperienza rivolta ad adolescenti e adulti. Si tratta di una degustazione delle pietanze con attenzione rivolta ai cinque sensi e alle emozioni attive nella preparazione e nella consumazione del pasto. “La finalità è la promozione della salute e la prevenzione della psicopatologia alimentare in soggetti sani e potenzialmente a rischio, ma anche l’individuazione precoce dell’anoressia negli ambienti scolastici, sportivi o nei contesti di aggregazione adolescenziale e adulta”, spiega Rosa Iatomasi, fra le promotici della cooking therapy e componente dell’associazione toscana NutriLamente del poliambulatorio medico Salute a Pomarance in provincia di Pisa. Mangiare con consapevolezza è la sfida. L’associazione è nata proprio dall’impegno attivo della dottoressa Iatomasi, psicologa nella divulgazione delle Scienze Psicologiche in materia di comportamento alimentare e relazione con l’immagine corporea. Da San Salvatore Telesino, Rosa Iatomasi ora lavora nel poliambulatorio Medico Salute al Centro a Pomarance, in provincia di Pisa. “NutriLamente si propone di rispondere a un bisogno collettivo di intensità crescente che riguarda i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, è un’emergenza sanitaria contemporanea che ha una perturbante rapidità di diffusione. La propagazione capillare di informazioni scientificamente fondate e l’erogazione di cure tempestive per il miglioramento prognostico hanno un’innegabile impellenza di attuazione – dice Iatomasi – la sensibilizzazione è possibile anche attraverso interventi multidisciplinari integrati, realizzati da un’équipe multiprofessionale”. E infatti, gli obiettivi dell’intervento prevedono anche il supporto psicologico ai caregivers. Proprio per questo, l’associazione mette a disposizione un team di specialisti. Oltre alla dottoressa Rosa Iatomasi, psicologa – vicepresidente e coordinatrice dell’Unità Operativa, nel team che riconosce i “campanelli d’allarme” ci sono anche la dottoressa Ilaria Ferretti, Nutrizionista e responsabile delle relazioni esterne, il dottor Gaspare Squitieri, tecnico posturale e Personal Trainer e la dottoressa Isabella Bartolini, fisioterapista con Lucia Meucci, responsabile delle attività educative. “La novità del nostro intervento – conclude Iatomasi – è anche un piano di psico-nutrizione a scuola con l’approccio psicoeducativo rivolto al corpo docenti sul riconoscimento dei segni predittori dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione e sull’attivazione della rete di aiuto”. Insomma, i disturbi alimentari si curano e le possibilità di guarigione sono alte. Gli interventi specialistici devono includere modalità di trattamento molteplici, estendendosi al di là degli studi clinici.

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