Crash alla Reggia. C’è anche Rocco Ritchie, figlio di Madonna
Maria Beatrice Crisci- C’è anche un’opera di Rocco Ritchie tra gli artisti in mostra alla Reggia di Caserta il prossimo 20 marzo. Rocco, uno dei sei figli della pop star Madonna, il padre è il regista Guy Ritchie. 25 anni, nato a Los Angeles, Rocco ha intrapreso la carriera artistica specializzandosi in fotografia e arte visiva. La sua opera dal titolo LEAH e fa parte della serie di opere che chiuderanno l’istallazione collettiva di arte contemporanea e impegno sociale che ha come titolo appunto “Crash”: scultura e monumentale Venere site specific, simbolo di emancipazione e parità di genere. Per l’occasione, la Reggia Di Caserta concede gli spazi della Sala Romanelli, dove i visitatori potranno usufruire dell’opera con lo stesso biglietto di ingresso al palazzo.
Realizzata a cura di Giuseppe Loffredo con ICONIC Art System dagli artisti Angelo Accardi, Luca Bellandi e Daniele Fortuna, la “Venere”, alta 4 metri, è un omaggio alle “Veneri nere” e un manifesto universale. La capigliatura afro celebra le donne che hanno segnato la storia della lotta per la parità di genere. La bocca, avvolta da un velo bianco che termina su una mela simbolica, si fa eco del peccato originale e dello stigma imposto alle donne nel corso della storia.
Un progetto contemporaneo e “a sei mani”, studiato per combinare materiali tradizionali e alternativi, giocando con superfici lucide, trasparenze e riflessi per amplificare il messaggio. Alla resina bianca laccata da Angelo Accardi, che conferisce un aspetto marmoreo alla scultura, si aggiunge il dipinto su plexiglass di Luca Bellandi, riflesso da uno specchio, in un’illusione ottica di trasformazione creata dalla sovrapposizione del dipinto al drappo della scultura. A questi si unisce il legno di Daniele Fortuna che, con le sue forme stratificate e i colori vibranti, dona ulteriori tridimensionalità alla scena e all’installazione stessa, poggiata sul tappeto scenografico di Saints Studio, maison di moda vicina al mondo dell’arte: un patchwork di seta lungo 10 metri posto ai piedi della Venere per richiamare il legame tra arte, tessuto e storia.
A chiudere l’installazione sono, come anticipato, le opere firmate oltre che da Rocco Ritchie, anche da Alessandro Flaminio, Mimmo Di Dio, Gaetano Di Dio, Marco Grasso, Fabio Abbreccia, Daniele Accossato e Pedro Perdomo. Le opere
“Crash” è la prima restituzione pubblica di ICONIC Art System, piattaforma innovativa fondata da Giuseppe Loffredo che punta a un dialogo artistico inclusivo, valorizzando i grandi artisti e supportando quelli emergenti. Ogni progetto di ICONIC è pensato per avvicinare l’arte alla società, trasformandola in un veicolo di riflessione e impegno civile che si sviluppa attraverso mostre, eventi e installazioni site-specific.
L’arte non è solo espressione ma azione concreta, un mezzo per creare impatto culturale e sociale duraturo: è qui che diventa necessario il supporto ai giovani artisti, facendo incontrare un’etica di inclusività e sostenibilità. Con questo spirito nasce Iconic Art System, una rete di gallerie d’arte promossa dalla Loffredo Foundation for the Arts and Inclusion con un duplice scopo: creare spazi artistici inclusivi e generare risorse per sostenere progetti, ispirandosi al concetto di mecenatismo contemporaneo, creando un ecosistema culturale accessibile, dove l’arte diventa esperienza collettiva e strumento di cambiamento sociale.
“L’arte è un linguaggio universale, un ponte tra culture e un potente strumento di emancipazione” spiega Giuseppe Loffredo curatore dell’installazione e fondatore della Loffredo Foundation for the Arts and Inclusion, “vogliamo offrire ai giovani artisti emergenti non solo un supporto economico, ma un contesto sicuro e stimolante in cui sviluppare il proprio talento. Per questo motivo, abbiamo avviato un innovativo progetto di safe houses, residenze pensate come veri e propri centri di creazione e confronto, in cui gli artisti selezionati potranno sperimentare, dialogare e crescere attraverso la collaborazione. Queste strutture non saranno esclusivamente dedicate al mondo dell’arte, ma diventeranno un punto di riferimento per giovani che affrontano discriminazioni di genere o che hanno subito esclusione sociale a causa della loro identità. Vogliamo offrire loro non solo un rifugio, ma un’opportunità concreta per costruire un futuro in cui l’arte diventi uno strumento di libertà e inclusione”.
CRASH sarà visitabile nella Reggia di Caserta il 20 marzo 2025 e accessibile con il normale biglietto d’ingresso al palazzo. Per prenotazioni, informazioni sulle modalità e l’acquisto dei biglietti: https://reggiadicaserta.cultura.gov.it/biglietti/
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