“Donna come tutte le altre”, un convegno alla Parthenope
(Mario Caldara) – C’è un dato evidente e, ammettere la sua esistenza, lascia parecchia amarezza: la società, qualunque siano i confini geografici o la lingua parlata, poggia purtroppo su un solo prototipo di essere umano: possibilmente bello, fisico in stato di grazia, carismatico.
C’è questo concetto di “perfezione”, di “precisione”, che viene sbattuto in faccia ogni giorno da qualsivoglia spot televisivo e cui la gente, specie le nuove generazioni, tendono, aspirano, come se non esistesse maggiore ricchezza. Basterebbe controllare ciò che accade sui social network. Foto, pose, tutto sembra andare oltre il concetto di estetica. È una insaziabile e terribile voglia di mettersi in mostra, senza rendersi conto dell’effimero che c’è dietro. E cosa ne è degli altri, quelli che non rientrano nei canoni, nelle regole? Semplicemente non si vedono. Sembrano non esistere, sono fuori dal mondo, almeno fino a quando non rientrano in scena e spuntano tra i “normali”, attirando sguardi o di disinteresse o di compassione, per poi scomparire di nuovo. Si prenda il caso delle donne non vedenti: quanto si fa per loro, affinché la loro integrazione in società sia naturale? Nonostante le battaglie che la donna ha combattuto, nonostante la scalata sociale che ha intrapreso e sta intraprendendo ancora oggi, questa, nel campo del lavoro, non è ancora considerata pari dell’uomo. E cosa vuol dire oggi essere donne non vedenti? Qual è la loro condizione? L’autonomia personale, l’inserimento nel mondo del lavoro, la famiglia, la maternità, la separazione, sono tutti aspetti della vita quotidiana, della vita normale, cui ogni essere umano femminile ha diritto. È proprio questo il punto: quanto quotidiani sono effettivamente questi aspetti nella vita di una donna non vedente? “Donna come tutte le altre” è un seminario che venerdì 20 gennaio si terrà all’Università di Napoli Parthenope. Si rifletterà su questo, sulla diversità, sull’integrazione in società di chi non “rispetta in pieno” il modello dell’essere umano ormai consolidato nell’immaginario collettivo. L’evento, organizzato da Maria Luisa Iavarone, è suddiviso in tre sessioni, intitolate “Storytelling di esistenze ed esperienze”, “Temi e problemi” e “Strategie e Politiche”.
Il convegno vede la partecipazione di studiosi di chiara fama tra cui Paola Aiello dell’Università di Salerno. Molto attese saranno le testimonianze dirette di donne non vedenti, che parleranno delle proprie esperienze, della propria storia e del modo in cui si sentono inserite nella società odierna, che va continuamente di corsa, senza fermarsi mai per rifiatare. Inoltre, esperti di settore, politici e amministratori illustreranno diversi aspetti della disabilità visiva, parlando del rapporto, purtroppo conflittuale, con alcuni diritti fondamentali della vita di queste donne. Ci si riferisce al diritto all’autonomia personale, al diritto alla genitorialità biologica e all’adozione, al diritto a potersi unire così come separare. Ma, soprattutto, al diritto di essere, di vivere senza pregiudizi, senza barriere che costituiscano ostacoli. Perché è questo che la società sembra fare. Non sembra “costruita” incondizionatamente per tutti, tende a emarginare, a dimenticarsi di chi ha più bisogno, fino a non riuscire a sentire le loro voci. Non resta che urlare ancora più forte.
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