Ecco l’antiquariam di Pompei, spazio espositivo e visitor center
– Da lunedì 25 gennaio riaprirà i suoi battenti l’Antiquarium di Pompei, completamente rinnovato nel suo allestimento museale. Inserito all’interno dell’area archeologica, tale struttura ospita al suo interno una ricca collezione di reperti, la cui visione e conoscenza contribuisce a comprendere ulteriori aspetti legati alla vita e alla storia dell’antica città distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 79 dC.
Per l’occasione, l’Antiquarium è stato dotato di un nuovo spazio totalmente modernizzato, ma che, al contempo, evoca la prima sistemazione museale approntata da Amedeo Maiuri. Questo nuovo percorso fungerà da elemento introduttivo all’antiquario stesso. Già nel 2016, l’esposizione permanente di questa piccola istituzione pompeiana era stata riaperta al pubblico, dopo ben 36 anni di chiusura avvenuta a causa del sisma del 1980. La sua originaria fondazione risaliva agli anni Sessanta dell’Ottocento. Voluto da Giuseppe Fiorelli, all’epoca direttore degli scavi del sito, per raccogliere al suo interno alcuni reperti ritrovati nel corso delle indagini archeologiche, l’Antiquarium venne destinato anche alla raccolta dei primi calchi in gesso delle vittime del Vesuvio, la cui tecnica venne inventata dal Fiorelli stesso. Il suo scopo era rivolto alla creazione di un museo adibito all’esposizione di elementi significativi relativi alla quotidianità vissuta nell’antica città vesuviana. La sua struttura venne innalzata al di sotto del Tempio di Venere, con affaccio su Porta Marina. Distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, venne ricostruito, a partire dal 1948, secondo nuovi principi museografici.
L’odierno Antiquarium non è soltanto uno spazio espositivo, ma anche una sorta di visitor center, quindi un luogo fisico in cui vengono fornite informazioni ai turisti che, al contempo, possono ammirare le ampie raccolte di ritrovamenti di vario genere, a loro volta inserite in contesti multimediali che consentono al visitatore di immergersi nella storia della cittadina, partendo dalle sue origini, risalenti al VI secolo aC, fino a giungere alla drammatica eruzione del 79 dC.
I vari reperti sono distribuiti tra il piano terra e il primo piano. In particolare, appena entrati, i visitatori entrano in contatto con statue di terracotta o con gli ambienti dedicati alla Pompei sacra, dove sono presenti i doni che venivano offerti ai vari santuari stanti in città o nelle aree extraurbane. Al primo piano, posto sulla terrazza panoramica che si staglia verso il Vesuvio, vi è un plastico con proiezioni in image mapping e ricostruzioni in 3D dell’antico centro pompeiano, in cui sono ben illustrate le sue strade, i suoi templi, i suoi complessi termali e le sue magnifiche abitazioni. Nello stesso ambiente vi è, inoltre, un’installazione dell’eruzione del Vesuvio. All’interno dell’Antiquarium vengono anche promosse mostre temporanee ed è presente un fornito bookshop con volumi dedicati alla storia e agli scavi archeologici di Pompei e del resto dell’area vesuviana.
Luigi Fusco – Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.
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