Giornata dell’albero, preziosi alleati per la vita del pianeta
-Belli da vedere, preziosi alleati per la vita del pianeta, rifugio per gli amici animali, fonte di cibo e di elementi preziosi per la guarigione, insomma, tutti ottimi motivi per celebrare i giganti verdi della Terra almeno un giorno all’anno.
Il 21 novembre infatti, in Italia, è stata istituita la “giornata nazionale degli alberi”, volta ad ampliare la percezione positiva del patrimonio arboreo italiano e favorire sempre più l’inclusione del verde nelle nostre città, come prezioso elemento di benessere, fisico e psichico. Molti sono i progetti e le campagne nazionali nate negli ultimi anni per là piantumazione di alberi e per la forestazione di aree urbane ed extraurbane, fortunatamente, l’aumento della consapevolezza che gli alberi siano fra le più complesse forme di tecnologia della natura per assorbire l’anidride carbonica e’in aumento.
Ma in un passato non così lontano, quando la natura rivestiva un ruolo decisamente più evidente nella vita dell’uomo, alcuni popoli associavano gli alberi a delle divinità, li includevano in precise ritualistische, li facevano assurgere a veri e propri simboli di potere.
In araldica il simbolo grafico veniva rappresentato spesso – emblema della concordia, ma anche di un’impresa mal riuscita – e in base all’evidenza o meno delle sue radici, (terrazzate, nascoste, o visibili, sradicate) il significato mutava sensibilmente.
Simbolo del cosmo vivente, della vita e dell’immortalità, viene rappresentato ancora oggi su oggetti, monili e dipinti. L’ albero della vita, così come viene chiamato,
secondo il libro della Genesi, fu piantato nel Giardino dell’Eden, insieme all’albero della Conoscenza e del Bene e del Male.
Molti sono stati i popoli e tante le culture e tradizioni che hanno attribuito un significato specifico ai verdi alleati: egizi, fenici, sumeri, indiani, scandinavi, ma anche le nostrane tradizioni parlano di alberi: sotto il noce di Benevento si riunivano le streghe; il Tasso, era l’albero della vita e della morte, Plinio il Vecchio (23 d.C.-79 d.C. ) dedicava proprio ad esso alcuni versi, (Historia Naturalis) evidenziando come il legno del tasso di Gallia, altamente tossico, se usato come contenitore, poteva avvelenare il suo contenuto.
L’olivo è l’albero della pace; l’Acacia, e’ il simbolo della saggezza e della rinascita;il Fico e’il simbolo della luce e della conoscenza; il Cipresso rappresenta la connessione tra l’umano e il Divin, ma al contempo è l’emblema della vita eterna; il mandorlo il simbolo della nascita e della risurrezione il Melograno simbolo di abbondanza, fertilità ed energia vitale.
Alchimisti, sciamani e guaritori rendevano ancora più preziosi i nostri amici verdi, realizzando i loro cerimoniali in prossimità di alberi particolarmente significativi. La Quercia, simbolo di giustizia e forza, era l’albero per eccellenza dei druidi, sacerdoti celtici, ma fu anche molto amata nell’antica Grecia poiché sacra per il padre degli dei Zeus.
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