Gli occhi, lo sguardo e i movimenti oculari. Quali significati
-Fonte di informazioni privilegiata, gli occhi probabilmente sono una delle parti più interessanti del corpo umano. Rivelano i nostri stati d’animo, il nostro dissenso o gradimento, le nostre paure, la nostra indole, il nostro stato di salute. Alcune studi ( iridologia) addirittura indagano sui piccoli segni che sono presenti nell’occhio per rivelare la presenza di eventuali patologie o meglio comprendere la personalità di un individuo.
Gli occhi sono coinvolti costantemente in un discorso. Durante un’interazione tra due persone infatti, l’ascoltatore guarda colui che sta parlando per circa il 25-35% della durata di una conversazione; per il 30% della durata totale del confronto si verifica il cosiddetto sguardo reciproco, caratterizzato dalla contemporaneità del contatto oculare tra entrambi gli interlocutori.
La direzione dello sguardo non è di poco conto nello studio della CNV e del linguaggio del corpo; possiamo infatti comprendere dalla stessa quale funzione del cervello si sta attivando e che tipo di stimolo sta venendo elaborato. E’ oramai noto come la direzione dello sguardo abbia in qualche modo a che fare con l’elaborazione di un’idea o con il recupero di un ricordo.
Uno sguardo rivolto verso destra può indicare che chi abbiamo di fronte sta ricorrendo all’immaginazione per creare un’immagine (sguardo in alto), un suono (sguardo laterale) o un’esperienza che può essere cinestetica o interiore (sguardo in basso). Uno sguardo rivolto a sinistra rivela come il nostro interlocutore stia facendo ricorso alla memoria per ricordare esperienze trascorse. Tale schema è valido nei destrorsi, mentre tende a invertirsi nel caso dei mancini. Sbattere ripetutamente le palpebre o l’eventuale presenza di pupille dilatate, fornirebbe invece la prova di un’effettiva attivazione emotiva; la dilatazione delle pupille avviene oltre ovviamente in virtù di fenomeni legati alla luce, anche quando guardiamo qualcosa che ci piace molto!
Anche la durata dello sguardo può fornirci delle indicazioni riguardo al gradimento del nostro interlocutore e alla attenzione che ripone eventualmente in ciò che stiamo dicendo. Partendo dal presupposto che uno sguardo fisso o insistente può essere percepito come imbarazzante, socialmente poco accettabile e produttivo il più delle volte disagio, il prolungare il contatto oculare oltre i tempi medi (3 secondi per lo sguardo semplice, 2 secondi per lo sguardo reciproco) è generalmente associato a una manifestazione di interesse.
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