Il fenomeno del “clickbaiting”: abboccare o meno?
Vittoria Massaro
– Il termine inglese clickbait, ovvero “esca del click”, è ormai entrato nell’uso anche in lingua italiana come calco, restando quindi invariato. Il significato è piuttosto metaforico in quanto indica articoli, foto, video o link accattivanti e spesso ingannevoli che “fanno abboccare” gli utenti di Internet spingendoli a cliccarci sopra, proprio come se fossero dei pesci presi all’amo. A volte si tratta di mera pubblicità per aumentare il numero di visite sui siti web o di condivisioni, ma vi è anche il rischio di incappare in qualche malware o, peggio ancora, in qualche frode. Un esempio sono quelle immagini che spesso compaiono in rete di persone sovrappeso che riescono ad ottenere fisici da copertina in poche mosse, “cliccare per credere”. Ma la migliore spiegazione è stata data al New York Magazine dal comico Jon Stewart, protagonista del The Daily Show, che ha paragonato il clickbait agli imbonitori che a Coney Island invitano i passanti a vedere un uomo con tre gambe che si rivela essere nient’altro che un ragazzo con una stampella.
Questa parola, sebbene ormai facente parte del linguaggio degli internauti, non risulta ancora lessicalizzata nei dizionari italiani; risulta invece in vari dizionari di lingua inglese, tra cui il Cambridge Dictionary e il Merriam-Webster. Quanto all’uso in lingua italiana, risulta spesso utilizzata nelle didascalie dei video Youtube con l’espressione “no clickbait”. In questo caso, gli Youtuber specificano che il titolo del video non è per attirare like e visualizzazioni, ma si riferisce a un argomento realmente trattato. L’espressione “click esca” potrebbe essere considerata sinonimica, ma sembra molto meno utilizzata dell’inglese clickbait che risulta preferibile, tenendo conto che l’inglese è la lingua franca dell’informatica, e che è ben nota la preferenza dell’uso di calchi dalla lingua inglese in questo ambito.
*Dottorato in Eurolinguaggi e Terminologie Specialistiche – Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
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