Il medico dei pazzi, tappa sul palco del Teatro Ricciardi

Il medico dei pazzi, tappa sul palco del Teatro Ricciardi

Redazione

Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta adattamento e regia Claudio Di Palma fa tappa al Teatro Ricciardi di Capua. Appuntamento giovedรฌ 26 gennaio alle 20,30. In scena con Massimo De Matteo, Giovanni Allocca, Raffaele Ausiello, Andrea de Goyzueta, Angela De Matteo, Renato De Simone, Luciano Giugliano, Valentina Martiniello, Ingrid Sansone, Federico Siano scene Luigi Ferrigno costumi Giuseppe Avallone aiuto regia Peppe Miale assistente alla regia Manuel Di Martino. La celebre commedia di Scarpetta, capolavoro assoluto di comicitร , rivive di nuova luce nellโ€™adattamento diretto da Claudio Di Palma. Siamo negli anni Cinquanta, la filodiffusione invade per la prima volta i luoghi pubblici con lโ€™intento di pacificare gli animi agitati da un vortice di affannoso arrivismo. Qui ritroviamo le avventure di Felice Sciosciammocca giunto a Napoli per fare visita al nipote Ciccillo che gli ha fatto credere di essere medico e proprietario di una clinica โ€œper mattiโ€. Le frustrazioni, le speranze, le ambizioni degli stravaganti personaggi si trasformano in assolute follie agli occhi dello stralunato Sciosciammocca, regalando al pubblico irresistibili spunti di travolgente comicitร .

Un giovane sfaccendato e disoccupato, inopinatamente scialacquatore al gioco, fa credere a suo zio Felice Sciosciammocca, sindaco di Roccasecca e suo ingenuo finanziatore, di essere medico a Napoli in una clinica per malati di mente. Al sopraggiungere inatteso dello zio il giovane si affanna a tessergli contro un intricato raggiro. Spaccia i clienti di un albergo da lui frequentato come i casi clinici che รจ impegnato a seguire e curare. In effetti, le caratterialitร  degli ospiti rendono sufficientemente credibili agli occhi dello zio Felice le anomalie psichiche loro attribuite dal giovane e conseguentemente il poveruomo, tutto teso ad assecondare le volontร  dei โ€œpazziโ€, diventa artefice e vittima di una continua e crescente serie di equivoci esilaranti. Il lieto fine รจ misuratamente annunciato e realizzato. La scoperta dellโ€™inganno, la confessione ed il perdono diventano, cosรฌ, fasi di una liturgia della pacificazione che sancisce e chiude come da tradizione ogni invenzione di Scarpetta. Mutuando le dinamiche delle vaudevilles francesi, Scarpetta prefigura, nelle sue opere, esasperazioni comiche che provengono in ogni caso da spaccati di vita possibile. La societร  parallela che teatralmente immagina ha, infatti, punti di contatto con un mondo reale, quello partenopeo dโ€™inizio Novecento, popolato ancora da macchiettismi naturali e da raritร  fisico-comportamentali. Il suo abile gioco drammaturgico consiste nellโ€™inserimento surreale di queste eccentriche zoomorfie umane in contesti e situazioni che ne accelerano il potenziale buffo e buffonesco. La sua grammatica scenica farcisce i personaggi di un linguaggio composto da strafalcioni e nonsense, articolando cosรฌ rapporti che, nella moltiplicazione dellโ€™assurdo, sappiano anche testimoniare vizi e manie assolutamente verosimili. รˆ cosรฌ che, ad esempio, il risibile complotto che il giovane rampollo ordisce ai danni dellโ€™ingenuo zio Sciosciammocca diventi occasione, magari non cosciente, ma non per questo meno efficace, di una analisi dei rapporti tra il vero ed il falso, tra la sanitร  mentale e la follia. 

Il medico dei pazzi รจ, in questo senso, un emblematico, complesso e riuscito ingranaggio teatrale in cui la comicitร  nasce infondo dal contrasto continuamente opposto dagli eventi (dalla vita) ai legittimi desideri e ai plausibili propositi dei piรน disparati avventori. Impietosamente, ma con spirito divertito, Scarpetta fa inciampare le sue creature in mille frustrazioni trasformando cosรฌ agli occhi di Sciosciammocca, e soprattutto del pubblico, le loro minute, quotidiane speranze in assolute follie. Scarpetta suggerisce a tutti, insomma, di riconoscere lโ€™insania e lo squilibrio che frequentemente informano la nostra ostentata assennatezza e nel sonoro divertimento che sa generare, nasconde note sottili e taglienti che restano come vago e misterioso riverbero della piรน gioiosa risata.

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