La foresta bruciata e firmata, c’è il finissage per Peppe Ferraro
Redazione – “Arterrima matinée” è il titolo del finissage della mostra “La mia foresta brucia” dell’artista Peppe Ferraro. L’appuntamento è per domenica 26 gennaio alle 11 da Arterrima Contemporary, la galleria in corso Trieste 167 a Caserta diretta da Antonello Ricciardi. È qui che la personale di Peppe Ferraro era stata inaugurata nel dicembre scorso. Nell’occasione ci fu anche la presentazione del libro edito da Gutenberg, redazione di Carmine Vitale, curatori Raffaele Cutillo e Peppe Iannotta, progetto grafico di Giovanni Izzo, che ha anche realizzato la maggior parte delle fotografie.
Proprio una gigantografia realizzata da uno scatto di Izzo, che ritrae l’installazione delle alte stele arse dal fuoco, ebbe una posizione centrale nell’allestimento dell’esposizione. E su questa immagine tutti i visitatori della mostra apposero nel corso della vernice le loro firme, come in una vera e propria performance collettiva. Altri si sono aggiunti successivamente. E domenica 26, nel corso del finissage, ci sarà la possibilità per gli ultimi “ritardatari” di siglare la grande foto.
Conclusa domenica la fase di apposizione delle firme, Arterrima Contemporary realizzerà un numero limitato di multipli, numerati e firmati dall’artista Peppe Ferraro e dal fotografo Giovanni Izzo. Questa operazione artistica farà da prosieguo artistico al progetto “La mia foresta brucia”.
Peppe Ferraro è nato nel 1946 a Marcianise (Caserta) dove vive e lavora. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico ha completato gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Le sue prime esperienze pittoriche, sul finire degli anni 60, già denotano, nell’andamento di una linea strutturale libera da canoni formali, la sua autonomia artistica tendenzialmente protesa verso una pittura materica. Negli anni si dedica alla sperimentazione fino a costituire con altri artisti casertani il collettivo “Lineacontinua-Terra di Lavoro” che operava con interventi, happening, performance, rassegne e dibattiti in tutta Italia. Esauritosi l’impegno dell’arte nel sociale, recupera la naturale tendenza alla pittura puntando l’interesse versa le realtà primigenie del proprio territorio: nasce da qui la serie di opere dedicate al “muro” che anima la produzione passata e presente, in diverse e varie articolazioni. Si consolida al contempo il “temadelnero”, direttrice dominante della sua pittura.
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