Lo sapevi che… Dimmi che orecchio hai e ti dirò chi sei
Tiziana Barrella (ph Eleana Zaza)
-Charles Darwin, già nell’800 si soffermò con attenzione sullo studio dell’orecchio umano; notò come sono essenziali per la vita stessa, essendo in grado di intercettare suoni e rumori e conseguenzialmente avere il comportamento più adeguato; possono essere molto grandi oppure estremamente ridotte in base al tipo di animale ed alla funzione che in natura esse svolgono, possono essere abbassate o alzate all’occorrenza, evidenziando quindi con il linguaggio del corpo, uno specifico messaggio diretto al proprio rivale o amico. Certamente l’essere umano ha potenzialità minori rispetto agli animali nell’utilizzo del loro organo di senso, ma in ogni caso le orecchie svolgono un ruolo fondamentale nella comunicazione umana. Oltre ad essere indispensabili veicoli di informazioni sonore, hanno anche una grande funzione estetica, la grandezza, la forma più o meno gradevole, la consistenza della pelle, rendono le orecchie una vera e propria cornice per il volto che soventemente l’uomo abbellisce ed adorna con monili di varia natura. Ma l’orecchio è molto più: il medico francese Paul Nogier approfondì gli studi dell’auricoloterapia, riconosciuta ufficialmente nel 1990 dall’OSM, poiché le orecchie si prestano perfettamente ad essere una zona “riflessa” del corpo umano, come le mani ed i più famosi piedi. L’orecchio è collegato infatti da una fitta rete di innervazioni al cervello e se si agisce sullo stesso, si possono prevenire e curare molti disturbi o far sparire cattive abitudini come il fumo. Anche la forma si è detto ha un grosso impatto estetico e nel linguaggio del corpo, i messaggi di cui si fanno portatrici le orecchie sono i più disparati: a sventola indicano una persona poca capace di assumere delle decisioni; appuntite, evidenziano persone dal grande senso critico e talvolta aggressive; con lobo piccolo indicano un soggetto molto ambizioso; con lobo grande, persone molto fortunate!