L’ospite illustre a Palazzo Zevallos, “I musici” di Caravaggio
(Mario Caldara)
Presso il Palazzo Stigliano Zevallos a via Toledo a Napoli, un’altra tappa, che compone l’importante processo di diffusione artistica, della cultura, è stata raggiunta. Un meraviglioso capolavoro balza nella realtà napoletana direttamente dal passato, precisamente dal 1595, anno in cui fu realizzato. Si tratta dei Musici di Caravaggio, maestro già presente più volte in quel di Napoli. I Musici catapultano la città nella storia, nella bellezza, nell’estro di un artista che ha fatto e che farà sempre scuola, ma, al contempo, sancisce il terzo appuntamento della rassegna “L’ospite illustre”. Quest’ultimo è un programma di scambio di opere d’arte la cui partecipazione comprende musei sia italiani sia stranieri. Questo è senz’altro un modo originale quanto mai necessario per promuovere l’arte tra la gente e far sì che opere lontane possano essere ammirate con i propri occhi, permettendo a chiunque di trovarsi dinanzi alle creature partorite da artisti famosi, i cui nomi suonano alle orecchie in modo imponente. Ed è così che un’opera di Caravaggio o di qualsiasi altro genio d’arte, che si trova oltre i confini del nostro paese o, addirittura, oltreoceano, possa “alloggiare” a Napoli, potendo così far vivere esperienze uniche. In tal senso, lo storico palazzo Zevallos, sede museale di Banca Intesa San Paolo su via Toledo, ha potuto già arricchirsi in passato con il celebre Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, proveniente da Palazzo Madama di Torino, e con il famigerato Arlequin au minori di Picasso arrivato direttamente dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. Prevedendo il programma “L’ospite illustre” uno scambio di opere d’arte, Le Gallerie d’Italia di Intesa San Paolo hanno prestato Il Martirio di Sant’Orsola – altra opera del Caravaggio che realizzò nel 1610 – al Metropolitan Museum di New York. Quest’opera farà parte della mostra “Caravaggio’s last two paintings”, incentrata, come da titolo, sulle fasi artistiche finali del maestro, sui suoi ultimi anni. La mostra che riguarda, invece, i Musici ha già riscosso successo, grazie alla grande risonanza che ha inevitabilmente il nome di Caravaggio, la cui storia è stata narrata dallo storico d’arte Claudio Strinati durante l’inaugurazione del 6 maggio. Un Caravaggio d’oltreoceano è a Napoli, per avvicinare ancor di più la gente all’arte, alla propria storia e, chissà, magari poter ricercare in essa il senso del nostro tempo.
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