Luigi Esposito a Radio 3, un appello per la musica di Bussotti
– Sabato 4 giugno Rai Radio 3 nella trasmissione “Momus. Il caffè dell’opera” delle 11:20 parlerà di Luigi Esposito, il celebrato musicista originario di Parete, cittadina in provincia di Caserta. In particolare, si parlerà della sua “Lettera aperta ai Direttori Artistici degli Enti Lirici e Fondazioni orchestrali italiane”, in favore della divulgazione dell’opera di Sylvano Bussotti. Così si legge: «Vi scrivo questa lettera sperando che si accenda in voi un barlume di riflessione su una vicenda che colpisce l’opera del grande compositore e artista Sylvano Bussotti, il quale rappresenta una spina dorsale, punto chiave, della cultura musicale ed intellettuale del nostro Paese, dal dopoguerra ai giorni nostri». E ancora, continua: « Eppure, parliamo di un compositore, regista, scenografo, costumista, pianista, performer, attore, scrittore, poeta e tant’altro, che dagli anni Cinquanta è stato eseguito e messo in scena nei maggiori teatri nazionali ed internazionali; che è stato direttore artistico del Teatro La Fenice di Venezia (1975-1978), del Festival di Torre del Lago (1979-82), del Festival BOB di Genazzano (1984-1992), del Settore Musica alla Biennale Musica di Venezia (1987-1991). Parliamo di un artista che ha ricevuto premi ed onorificenze nazionali ed internazionali. Parliamo di un personaggio unico al quale sono stati dedicati numerosi saggi e monografie importanti (fra tutte vorrei citare Sylvano Bussotti, Totale libertà, un enorme tomo con immagini, partiture e testi a cura di Daniele Lombardi, edito da Mudima nel 2016 e il libro di Renzo Cresti, uscito nel 2021, Sylvano Bussotti e l’opera geniale, Maschietto editore; entrambi con le bellissime foto di Roberto Masotti). Parliamo di un genio assoluto, un caposcuola, che con la sua scrittura innovativa, con la sua visione artistica e drammaturgica, con la sua opera totale (musica, libretto, regia, scene, costumi, luci, coreografia, etc.), con generosità e coadiuvato dalla presenza costante di Rocco Quaglia (coreografo, ballerino e suo compagno d’arte e di vita dal 1970), ha formato generazioni di musicisti, artisti e compositori ed è stato, dagli anni Sessanta, con provata certezza, un punto di riferimento insostituibile». E quindi conclude la lettera: «Spero vivamente in una vostra risposta che possa segnare l’inizio di azioni concrete, determinate, atte a tutelare, ad avvalorare, il patrimonio artistico e musicale storico/contemporaneo, invitandovi ad un cambiamento ampio, profondo, a prendere in considerazione l’idea di programmare lavori operistici e sinfonici di Sylvano Bussotti, a mettere al centro delle vostre programmazioni anche la musica d’avanguardia storica, trait d’union tra il grande passato e la produzione odierna della musica d’arte.
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