Musei aperti, la stagione culturale dovrà avere nuovi caratteri
– Riaprono i musei, timidamente. Un piccolo passo verso la normalità, dopo il lungo periodo di oscurità per la cultura e per l’arte. Certamente, considerato il prolungamento dello stato di emergenza, non ci saranno folle oceaniche a far visita ai complessi monumentali italiani, ma soprattutto a quelli presenti nel territorio campano.
Intanto, da lunedì 18 gennaio, Pompei tornerà a essere viva, visti anche gli ultimi ritrovamenti fatti e i recenti restauri condotti, così come l’Archeologico di Napoli, con le sue già programmate iniziative, e la Reggia di Caserta, che resta sempre, al di là di tutto, un grande attrattore.
Gli ingressi, le visite guidate e le eventuali manifestazioni annesse saranno regolamentati nel rispetto delle norme anti-covid.
Nonostante le restrizioni previste, forse ci sarà il tempo di programmare, in maniera inedita e strutturale, una nuova stagione per il turismo e la cultura in generale, magari ripartendo dal concetto di “nicchia”, mettendo, per un po’ di tempo, da parte le dinamiche turistiche-vacanziere che hanno caratterizzato la mobilità di massa negli ultimi anni, desiderosa di consumare voracemente qualsiasi tipo di museo. Ripensare, quindi, agli sviluppi dell’economia culturale potrebbe essere veramente opportuno, eventualmente puntando sulla riqualificazione dei siti archeologici e dei palazzi storici attraverso il recupero della loro identità artistica, documentaria e sociale; un’operazione nuova da condurre con un linguaggio diverso, semplice e didattico allo stesso tempo, che avvicini, nel vero senso della parola, le persone alle istituzioni culturali, evitando di marcare altre distanze, già fortemente presenti, a livello mondiale, da poco più di un anno.
Luigi Fusco – Docente di italiano e storia presso gli Istituti Superiori di Secondo Grado, già storico e critico d’arte e guida turistica regione Campania. Giornalista pubblicista e autore di diversi volumi, saggi ed articoli dedicati ai beni culturali, alla storia del territorio campano e alle arti contemporanee. Affascinato dal bello e dal singolare estetico, poiché è dal particolare che si comprende la grandezza di un’opera d’arte.
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