Nostos Teatro di Aversa, va in scena “Rosaria” di Davide Iodice
(Comunicato stampa) -Domenica 6 aprile alle 19, va in scena al Nostos Teatro di Aversa “Rosaria – volume 1 del progetto Esclusi – antologia scenica di vite di scarto” di Davide Iodice, con Monica Palomby e Chiara Alborino, prodotto dalla Scuola Elementare del Teatro. “Rosaria” è il primo capitolo di un’antologia scenica in divenire, dal titolo “Esclusi”, che accoglie le ricerche drammaturgiche di giovani autrici e autori fortemente compromessi con il reale e le sue trasformazioni sociali.
Questo primo ‘volume scenico’ è ispirato e dedicato a Rosaria, alcolista e senza fissa dimora, demone e cattiva coscienza dei decumani napoletani: morta senza cordoglio.
Nato nell’ambito del ciclo “Officina della Scuola elementare del Teatro/conservatorio popolare per le arti della scena”, ideato e diretto da Davide Iodice, “Esclusi” è un progetto di antropologia sociale prima ancora che teatrale, originato da una pratica scenica di prossimità e testimonianza.
L’antologia ricompone e, in qualche modo, vuole riscattare le vite di figure socialmente sconsacrate, vissuti marginali, che sono ferita aperta e suppurante di una società diseguale.
Nelle note di regia si legge: “Di notte Napoli rimugina sul passato assomigliando, così, a Rosaria. Scomparsa ormai da diversi anni, viveva per strada, nella zona Tribunali. Non ha ricevuto la dignità di un funerale partecipato. Non è nota la sua sistemazione ultima. Questo è il saluto condiviso che Rosaria non ha mai avuto. E una dedica a lei e un’indagine dei moti che dalle viscere agitano i nostri demoni interiori. È il frutto della ricerca di ciò che della donna è sopravvissuto. Dai ricordi delle persone che l’hanno conosciuta, nelle diverse fasi della sua esistenza, abbiamo ricostruito una sua storia. Il materiale raccolto è stato registrato ed elaborato. È emersa una ex guida turistica abusiva. Rosaria accompagnatrice nella Napoli Sotterranea, guida di un inferno interiore. In gioventù, dalla periferia, scendeva in città perché amava ballare. Il suo orientamento sessuale non venne accettato dalla famiglia. Scappò di casa, venne a vivere in centro seguendo una relazione amorosa. La giovane lavoratrice in fuga da casa si è sovrapposta alla donna che il centro storico di Napoli ha incontrato ubriaca. La città l’ha conosciuta intenta ad importunare le donne. Chiedeva denaro per bere, il vizio che forse più di tutti l’ha condotta al suo lento, ma prematuro, spegnimento. Spesso fu udita in violentissime invettive contro gli uomini. A qualcuno ha mostrato un sorriso e un’acutissima visione dell’amore ed il suo inganno. È stato indagato il vivere di notte dei senzatetto di Napoli scendendo tra le 3:00 e le 4:00 per le strade. Coloro ai quali abbiamo domandato notizie su di lei ci hanno restituito, anche chi non ne conosceva nemmeno il nome, il ricordo della donna di piazza San Gaetano che guardava non proprio il vuoto. Dietro i suoi occhi sprofondava in sé stessa seguendo il filo di un pensiero immenso e terribile”.
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