Orchestra di Piazza Vittorio, lezioni di geografia musicale
(Enzo Battarra) – Si è orchestra quando si è gruppo, quando si mescolano personalità, etnie, professionalità, storie personali, specificità, percorsi formativi. L’orchestra è per definizione un organico musicale, ma il termine viene dal teatro dell’antica Grecia, dove indicava la zona riservata al coro, agli strumentisti e ai danzatori. Tale spazio era situato tra la platea e il palcoscenico, era quindi una terra di mezzo formata in modo composito e variegato.
È veramente orchestra la formazione musicale ideata e creata da Mario Tronco e Agostino Ferrente, nata nel 2002 all’interno dell’Associazione Apollo 11, un progetto sostenuto da artisti, intellettuali e operatori culturali che hanno voluto valorizzare il rione Esquilino di Roma. È l’Orchestra di Piazza Vittorio, ovvero OPV, gruppo esemplare, unico, di geografia musicale.
Ieri venerdì 30 dicembre si sono esibiti al Teatro Comunale di Caserta nell’ambito della rassegna comunale “Natale di Gusto”. Un concerto straordinario, entusiasmante, per molti aspetti divertente. Eppure, ha dovuto dare forfait per un attacco influenzale proprio il protagonista assoluto dell’orchestra, il casertano Mario Tronco. Ebbene, senza il loro direttore, capace con il suo carisma di fare anche da guida spirituale, i musicisti hanno mostrato di essere un vero e proprio collettivo, esibendosi in perfetta armonia tra loro e valorizzando al tempo stesso le stretipitose individualità presenti.
L’OPV è stata orchestra, nella pluralità degli strumenti, alcuni anche molto inusuali, nei suoi differenti colori e suoni, nelle sue diverse lingue ed etnie. È stata una grande sinfonia corale, con un tessuto musicale ben amalgamato senza preclusione ad assoli e alle peculiarità individuali. Che bello vedere e ascoltare una sezione ritmica con un bassista italiano, un batterista cubano e due percussionisti, uno senegalese e l’altro argentino. Che musica! Notte magica di fine anno fatta di contaminazioni musicali e umane. Applausi per tutti, un tributo speciale a Peppe D’Argenzio, sassofonista casertano praticamente di casa al Teatro Comunale.
L’orchestra ha così augurato nel migliore dei modi un buon 2017, affinché sia un annus mirabilis per la musica, dopo la catastrofe del 2016.