Primo Maggio, la festa di chi ci mette tutta l’arte nel lavoro
Più generazioni sono cresciute identificando il Primo Maggio con un’icona emozionante, “Il quarto stato“, celebre dipinto del 1901 di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Un’opera d’arte parla e continua a parlare da decenni e decenni, parla senza proferire le tante parole a volte inutili. Questa è la potenza dell’arte. E anche l’arte ha i suoi lavoratori.
“Mai lasciare solo chi è senza lavoro” ha tuonato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E il suo pensiero è andato anche ai giovani che non trovano lavoro, alle donne ancora discriminate, al lavoro nero e alla lotta con il caporalato. Significativo che il Capo dello Stato abbia fatto un discorso realistico e sferzante sulla Festa del Lavoro.
Intanto, il Primo Maggio dei sindacati nazionali con i segretari generali di Cgil, CIsl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo viene celebrato a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, a 70 anni dall’eccidio avvenuto nella località siciliana. L’esigenza di lavoro per il riscatto dalla povertà è il messaggio che viene dai sindacati con la scelta di celebrare la Festa dei lavoratori proprio a Portella, vale oggi come allora, soprattutto in una terra dove i livelli di disoccupazione sono un’emergenza.
Ma oggi come oggi il Primo Maggio è anche una festa dello spettacolo. E non solo a Roma, dove il Concertone è tradizione consolidata. Musica anche a Napoli, anche a Caserta. Insomma, l’augurio è che l’arte possa dare quella spinta creativa soprattutto ai giovani a conquistare un lavoro cui accedere con le armi dell’innovazione e della contaminazione dei saperi. Rigenerazione!
Buon Primo Maggio a tutti quelli che ci mettono tanta arte nel lavoro!
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