Renzo Arbore e le sue “Neapolitan Memories” a Palazzo Reale
– Renzo Arbore, oltre a essere un cantautore e un musicista, è senza dubbio una personalità che ha utilizzato la musica come un veicolo di conoscenza, di espansione culturale. Egli ha fatto sì, con grande intelligenza, che la musica diventasse una vetrina, utile non a esporre se stesso ma un intero movimento, un sistema culturale e musicale che rispecchiasse un territorio d’origine nel quale, al contempo, identificarsi. In fondo, se la musica napoletana ha una certa risonanza oltreoceano, se è riconoscibile ed è apprezzata all’estero, è anche un po’ grazie ad Arbore. Ed è così che nasce, al Palazzo Reale di Napoli, “Neapolitan Memories and Songs by Renzo Arbore and his tv shows and abolute inutilities”, un titolo ironico, a dir poco iconico, per una mostra che si inserisce in un ampio progetto di Databenc, nell’ambito della valorizzazione e promozione della canzone napoletana. Nella Sala Dorica del Palazzo Reale ci sono le famose collezioni di Arbore, dalle radio agli oggetti di plastica, dagli occhiali alle borse, alla bigiotteria. Gadget vario tipo che egli ha acquistato in tutto il mondo, come simboli dei luoghi in cui andava, senza dimenticare i coloratissimi gilet, cappelli e cravatte, segni distintivi della sua personalità eccentrica. La mostra è stata inaugurata il 23 dicembre e sarà visibile fino al primo maggio, ma non si tratta solamente di una semplice esposizione di cimeli. Quello che attende i visitatori, infatti, è un vero e proprio omaggio a un uomo che è nella storia della città, cui è dedicato uno spettacolo a cui poter assistere attraverso diversi materiali, come filmati, musica e interazioni. Pugliese di nascita, napoletano di adozione, egli ha sentito fin da subito l’estrema vicinanza alla musica napoletana e ne ha diffuso la bellezza, l’unicità, grazie alle sue grandi doti di musicista e di uomo di spettacolo e anche attraverso le doti di chi gli stava intorno. Una vita intera, una carriera intera, cui Napoli dà valore, mostrando in un certo qual modo gratitudine verso un personaggio cui deve tanto. Più di cinquant’anni di carriera, pieni di passione, pieni di musica, pieni di uno stile facilmente riconoscibile in un personaggio che ha fatto dell’ironia e della cultura due ingredienti di una stessa ricetta. Quella stessa ricetta grazie alla quale la città di Napoli e la sua musica caratteristica sono state messe sotto una luce positiva. Di questo, il territorio sarà sempre riconoscente.
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