San Biagio a Capua, quando devozione fa rima con tradizione
– Fervono i preparativi a Capua per la festività di San Biagio, vescovo armeno del III secolo d.C., prevista per giovedì 3 febbraio. A organizzare l’evento sacro è l’Arciconfraternita del Rosario, tra i sodalizi laico-religiosi più antichi della città. La devozione incontra la tradizione. Come da consuetudine e nel rispetto delle norme anti-covid, anche per quest’anno la memoria liturgica di San Biagio verrà rinnovata presso la Chiesa di San Domenico, sede storica della Venerabile Arciconfraternita del Rosario. Alle 10.00 ci sarà la recita del Santo Rosario, alle 11.30 si svolgerà la Celebrazione Eucaristica con Unzione della Gola e Benedizione del Pane.
Per l’occasione, sono già stati avviati vari interventi di manutenzione ordinaria all’interno della chiesa di San Domenico. Dalla sistemazione del simulacro di San Biagio, pregevole scultura in legno, creta e cera, realizzata, nella seconda metà dell’Ottocento, da Francesco Saverio Jommelli, scultore napoletano operante nella prestigiosa strada di San Gregorio Armeno, dove sono i laboratori dei maestri pastorari.
L’effige capuana si caratterizza non solo per le sue notevoli dimensioni, ma anche per il suo impianto iconografico. Difatti, il santo vescovo è raffigurato mentre compie il miracolo della guarigione del bambino che stava morendo soffocato a causa di una lisca di pesce rimasta in gola. Prodigio che avvenne attraverso l’ingerimento di un pezzo di pane benedetto. A seguito di tale portento, Biagio venne considerato protettore di tutti i mal di gola. Infatti, molta dell’importanza simbolica di questo santo ruota attorno al pane che, nel giorno del suo dies natalis, viene distribuito ai fedeli preparato in ben tre forme: la manina, il pastorale e la trachea. Altro attributo ricorrente nella rappresentazione di San Biagio sono le candele o i ceri incrociati verso la gola, la cui presenza rimanda sempre al potere taumaturgico di guarigione da qualsiasi patologia connessa alla gola o alla trachea.
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