Un casertano in Spagna, mostra dell’artista Enzo Trepiccione
– Un casertano trasferitosi presso la penisola iberica presenta i suoi ultimi lavori di arte contemporanea. A rappresentare il meglio della pittura d’avanguardia targata Terra di Lavoro in territorio ispanico è l’artista Enzo Trepiccione con la mostra Silentium Signorum, il Silenzio dei Segni, che verrà inaugurata il 3 febbraio, alle 19, nel Centro municipale di Los Postigos / Calle Pensionista 3 / Molina de Segura in Murcia. Esporrà con Trepiccione l’artista spagnolo Pau Pellín. Entrambi sveleranno singolari sperimentazioni visive, in cui la scrittura confluisce nel linguaggio pittorico, mostrando, nel contempo, il transito che ha “inizio con i primi simboli linguistici”, messi in risalto dai crittogrammi di Trepiccione, fino ad arrivare agli “edifici disumanizzati formati dalle librerie” di Pellín.
Sono opere realizzate su carta dalle dimensioni notevoli ed il loro allestimento si svolgerà all’interno di ben tre piani del quartiere fieristico di Los Postigos.Scrive Pau Pellín in merito all’esposizione: “L’uomo è l’animale che legge, scopre segni nelle nuvole, presagi nel volo degli uccelli, disegna costellazioni su oggetti lontani…insegue simboli e registra le tracce del suo passaggio. All’inizio della scrittura, cominciava come parte delle cose, il nome si incarnava con la terra in una comunione mistica in cui qualcuno poteva sentire il mormorio del fiume se si chiamava ‘acqua’ o sentire la linfa se si pronunciava ‘Erba’. I primi segni furono quei bellissimi geroglifici che intrappolavano la terra nei loro disegni al tempo della magia e degli incantesimi”. La mostra sarà visibile fino al 20 marzo prossimo.
About author
You might also like
E la Reggia va, tanti turisti in questa terza domenica del mese
Luigi Fusco -C’è tanta gente alla Reggia, nonostante sia la terza domenica di ottobre. C’è quindi da essere ottimisti per il turismo casertano, soprattutto per quanto riguarda il complesso vanvitelliano
A Santo Stefano tutto fa brodo, il ricordo dei presepi viventi
Luigi Fusco – Il 26 dicembre, per quanto giorno di festa, è stato sempre considerato un po’ catartico: sia nelle sue forme celebrative che nelle pratiche rituali. Dopo le pantagrueliche