Violante Placido, io madre coraggio nel corto Hand in the Cap
Maria Beatrice Crisci
– «Non ho subito dato una risposta appena mi è arrivato l’invito ad interpretare questo ruolo. E’ comunque un tema particolare. Mi sono informata e mi sono resa conto che sono davvero tante le famiglie che vivono questo problema nell’ombra, in solitudine». E’ l’attrice Violante Placido ai microfoni di ondawebtv a raccontare la sua esperienza da protagonista del cortometraggio “Hand in the Cap” diretto da Adriano Morelli e scritto da Nicola Guaglianone e Chiara Lalli. Il suo è stato un ruolo non certo facile. Il film infatti affronta il difficile e delicato tema della relazione tra sessualità e disabilità, un vero e proprio tabù in Italia. La storia è quella di una madre, interpretata da Violante Placido, che guiderà suo figlio, che soffre di una grave disabilità motoria con danni neurologici, a gestire il suo impulso sessuale. Il protagonista, Andrea, è un giovane di Maddaloni affetto, sin dalla nascita, da una tetraparesi spastica.
Incontriamo Violante Placido all’ombra della Reggia di Caserta. In una location incantevole come è quella dell’Artistic Charming House. Ci accoglie Annamaria Pezone, padrona di casa impeccabile. In serata la proiezione al Duel Village di Caserta Il film – prodotto dalla Sly Production di Silvestro Marino in collaborazione con la O’Groove di Pierpaolo Verga ed Edoardo De Angelis. L’altro protagonista è Andrea Quintavalle. I suoi genitori, Domenico Quintavalle e Genoveffa Di Nardo, hanno accettato che prendesse parte alla lavorazione del corto con la speranza di poter finalmente riaprire il dibattito sul “diritto alla sessualità”.
Come è stato in scena? «E’ stato un percorso breve ma molto intenso anche perché il regista ha scelto un ragazzo con problemi neurologici e motori importanti. Non un attore. Ho avuto modo di conoscerlo. E devo dire che mi ha dato tanto. Anche la sua famiglia che ho conosciuto è straordinaria. Era bellissimo vedere come era attaccato ai suoi genitori, l’amore verso di loro. Un’esperienza che mi ha arricchito come persona e come attrice. E poi, trovo che sia importante parlare di questo tema per farlo conoscere a più persone». Lo scopo è sicuramente quello di sensibilizzare le persone su questo argomento? «Certo! E’ un corto che apre comunque un dibattito. E naturalmente permette di conoscere qualcosa che fino ad allora era sconosciuta». E Violante Placido come mamma? Qual è stata la sua reazione? «Mi sono detta “cosa farei”? Ancora oggi me lo chiedo. Certo, dopo questa esperienza non giudicherei il gesto di questa mamma perché bisogna trovarsi in quelle situazioni e rispettare questa realtà e non giudicarla». Va ricordato che sono tante infatti le famiglie in Italia che confidano nell’approvazione della nuova proposta di legge, presentata in Parlamento tre mesi fa, che prevede l’introduzione della figura dell’assistente all’emotività, all’affettività e alla sessualità’.
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