Virzì e Piccolo maestri alla Reggia, con loro magica è la notte
Marco Cutillo
«Notti magiche è un film amaro, beffardo, sulle disillusioni. Curioso è il fatto che queste vengano vissute da giovani…». Sorride Paolo Virzì mentre racconta le sfaccettature del suo nuovo film. E a ben vedere sono tante che quasi ci si perde. Il suo ultimo lavoro si chiama “Notti magiche”, sceneggiato da Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, nelle sale da giovedì 8 novembre.
Durante la partita Italia-Argentina, valida per l’accesso alla finale dei mondiali del ’90, l’auto del noto produttore cinematografico Leonardo Saponaro (Giannini) finisce nel Tevere. Quando il corpo viene ritrovato, dal taschino della giacca salterà fuori una polaroid in cui sono ritratti: lui, tre giovani e Giusy (Rocco), la sua amante. Sarà proprio quest’ultima a dichiarare che la morte del Saponaro non è dovuta all’impatto o all’acqua, accusando di omicidio i tre giovani sceneggiatori che avevano passato la serata con lei. Finalisti del Premio Solinas, i ragazzi si sono conosciuti pochi giorni prima a Roma in occasione della cerimonia. Eugenia è una ricca borghese ipocondriaca che odia il padre, Antonio è un messinese colto e formale come lo stile del suo soggetto (Antonello da Messina), Luciano è il figlio di due operai di Piombino. I tre, ammaliati da una Roma seducente e splendida, verranno catturati dalla mondanità e si ritroveranno a raccontare la propria storia al comando dei Carabinieri. I protagonisti sono interpretati dai convincenti Antonino Scordia, Luciano Ambrogi, Eugenia Malaspina. Debuttanti, ma già in grado di sorprendere.
Così, tra una tappa di presentazione e l’altra, Paolo Virzì e Francesco Piccolo sono approdati alla Reggia di Caserta. In occasione della manifestazione Maestri alla Reggia, i due cineasti hanno dialogato con il pubblico casertano, moderati da Alessandra De Luca. Ed è stato tutto un ridere con l’ormai rodata coppia in cui il regista sembra essere un comico navigato e lo sceneggiatore si attiene al suo ruolo, stazionando nell’ombra e intervenendo per aggiungere le parole giuste, al momento giusto. «Quando torno qui – dice Francesco Piccolo – penso sempre di essere tornato quello di sempre, il ragazzo del liceo. In questa città sento un po’ di distacco dalla mia figura pubblico, ma non nego di divertirmi ogni volta». Tuttavia, seppur in una serata ricca di spirito, l’autore premio Strega riesce a trovare anche il tempo per dare un consiglio ai giovani che si approcciano a questo mondo. «Quello che posso dire ai giovani casertani che aspirano a fare il mio mestiere, nasce dalla mia esperienza. Io non pensavo di diventare uno scrittore e, per questo motivo, ho pensato solo a leggere, a scrivere, a vedere film, amando ciò che facevo. Oggi, credo di riuscire a fare il mio lavoro, perché ci metto ancora la stessa passione».
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